Diario di un impostore /6 (the end)

yves-tanguy-the-hand-in-the-clouds-s Dunque: tutto quello che ho fatto l’ho fatto per me. Non dico che non lo saprà mai nessuno, ma saranno senz’altro in pochi: mia moglie e i nostri animali.

La mia è una falsa modestia, il prodotto di un ego smisurato che non conosce confronti. Sarei capace di essere un impostore persino da morto e la mia foto non coinciderebbe in nulla con quello che ero. Il perimetro sarebbe stretto come quello di una lapide e di scritto non ci sarebbero che il nome e delle date. Continua a leggere Diario di un impostore /6 (the end)

Diario di un impostore /5

stuffmomnevertoldyou-86-2014-03-computer-0È così che arrivo alla scrittura, dopo aver abbandonato la musica. Quella era l’unica cosa che mi faceva sentire vero, radicato nel presente e libero dalla forza del pensiero che ti trascina avanti e indietro. Non dovevo che sentire e sentirmi.
La scrittura, invece, è un labirinto e il perimetro non fa che estendersi tra passato e futuro. Con la scrittura il corpo evapora, anche quando si fa della cattiva letteratura. Quanto alla mia, io la uso per accanirmi contro il mio ego e ostentare quella severità che non dimostro davanti agli altri.
Impostore fino in fondo, lo sono anche nei miei confronti.
Inizio progetti che poi abbandono e riprendo, ma per lo più finisco sempre con l’abbandonare. Io sono per l’eterno ricominciamento, forse perché nella vita non faccio invece che ripetermi. Scrivo per l’ebrezza dell’inizio, per quell’idea di capolavoro che non supera una manciata di virgole, un paio di punti o tre. Cerco la perfezione nel dettaglio. Forse non sono che un poeta mancato, impostore supremo in un mondo di pensieri in pochi caratteri. O forse è soltanto che ho imparato a scrivere tra una telefonata e l’altra, perché è il mio lavoro.
Il perimetro è lo schermo del computer su cui appunto gli occhi per ore. Sopravvivo immaginandomi scrittore, ma a definirmi è ben altro: sono un paio di cuffie che cambiano ogni giorno, le frasi da copione che non cambiano mai. Ho persino ripreso a scrivere a penna, su un quaderno che copro con i gomiti come quando andavo a scuola. Ho paura che possano chiedere, che possano vedere. Dovrei forse ammettere che scrivo? Dire che vorrei un perimetro tutto mio dove costruire storie?

L’arte del racconto. Laboratorio di scrittura creativa

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A partire dal 27 ottobre, ogni giovedì dalle 17 alle 19, condurrò un laboratorio di scrittura creativa presso la sede Upter di via Tuscolana 388 (Istituto Darwin). Il costo, per un totale di 22 incontri, è di euro 260.

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"Ma una letteratura minore o rivoluzionaria comincia coll'enunciare, e vede e concepisce solo dopo" (Gilles Deleuze)