Bio

Mi sono laureato nel 1999 in Lettere e Filosofia (dipartimento di Musica e Spettacolo) presso l’Università degli Studi di Siena. Nel 2005 ho preso il dottorato, dal titolo “Il cinema nelle sue interrelazioni con le altre arti”, presso il Dams dell’Università di Roma Tre.
Nel dicembre del 2008 ho dato vita, insieme ad altri autori, al collettivo «Scrittori precari».
Dal 2009 al 2013 sono stato caporedattore della rivista cinematografica «Close up. Storie della visione». Ho fatto inoltre parte della redazione della rivista cinematografica Frame On Line e sono stato collaboratore dei Quaderni del CSCI  (rivista annuale di cinema italiano nata nel 2005 in seno all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona).
Dal 2016 al 2018 sono stato docente di scrittura creativa presso l’Upter di Roma.
Dal 2016 al 2019 ho fatto parte della redazione della rivista Cadillac Magazine.
Dal 2018 collaboro con l’agenzia letteraria Scriptorama.

PUBBLICAZIONI

Narrativa:

L’albero in catene, NonSoloParole, 2003
La notte che mi rubarono l’anima, in Buia è la notte vol. 2, NonSoloParole, 2005
Il Pigneto liberato, 0111 Edizioni, 2008
Ass, in E il cagnolino rise, Tespi, 2009
L’ora migliore e altri racconti, Il Foglio, 2011
Cavalca, via!, in Biglietto prego, 091 Edizioni, 2012
Voi, onesti farabutti, Caratterimobili, 2012
Oboe d’amore, in Toscani maledetti, Piano B Edizioni, 2013
Alcol, diserbanti e altri romantici suicidi, in «Il Calendario del Popolo», n. 759, Teti Editore, 2013
La Biblioteca dell’Impero della Luna, in Bibliotici. Storie di libri e deviazioni, autoproduzione a cura di eFFe, 2013
Per leggere non leggevano, su Minimaetmoralia, 21/06/2014
Le interruzioni delle vite altrui, su Verde Rivista n. 26/27, luglio/agosto 2014
Più sopra il cielo è invisibile, su Nazione Indiana, 11/09/2014
Metallurgico, su Poetarum Silva, 26/03/2015
I tafani della Merse, su Nazione Indiana, 18/09/2015
Sensible Soccer, su Poetarum Silva, 18/04/2016
E poi non venne più nessuno, su Cadillac Magazine 11
Natura in versi, su Altri Animali, 04/04/2017
Braciola, Panetto e gli altri, sul blog di Giacomo Verri (prima e seconda parte)
L’oltretempo, su Crapula Club, 10/11/2017
Non risponde mai nessuno, Miraggi, 2017
L’ultimo muro di Arkanoid, su Verde Rivista, 07/02/2018
Cormorani, su Crapula Club, 14/05/2018
Il perimetro, su Cadillac Magazine 20
Il Calembale, in Vocabolario minimo delle parole inventate, Wojtek edizioni, 2019.

Saggistica:

L’Atalante in Jean Vigo, Traccedizioni, 2000.
«I gattini ciechi di Togliatti», in Vito Zagarrio (a cura di ), I Taviani – un cinema di affinità elettive, Centro Sperimentale di Cinematografia, Roma, 2004.
«Il sistema vigente», in Vito Zagarrio (a cura di), Gli invisibili, Edizioni Kaplan, Torino, 2009.
Il naufragio dello sguardo: oltre il postmoderno, in «Close up. Storie della visione», n. 24/25, Kaplan Edizioni, 2009.
La tradizione grottesca nel cinema italiano, L’Orecchio di Van Gogh, 2009.
«Cloverfield: il destino della teoria e dello sguardo dopo l’11 settembre», in Dimitri Chimenti, Massimiliano Coviello e Francesco Zucconi (a cura di), Sguardi incrociati. Cinema, testimonianza, memoria nel lavoro teorico di Marco Dinoi, Edizioni dello Spettacolo, 2011.
«Aprile, il privato è politico», in Simone Isola (a cura di), Nanni Moretti. Diario di un autarchico, Sovera, 2012.
L’immagine al lavoro, in Uzak 7/8, estate/autunno 2012

Rubriche:

Atlante di un lettore errante su Satisfiction
Storie dal San Niccolò su Lavoro Culturale

 

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13 pensieri riguardo “Bio”

  1. buongiorno…mi sto cimentando nella difficile ma bellissima arte dello scrivere ma un dubbio alberga tra le mie pagine scritte e cioè: sto usando i giusti tempi verbali? rispiego. Il mio è un romanzo storico, ambientato nella prima meta del novecento. Nel discorso indiretto, nelle descrizioni, in tutto ciò che non è dialogo, posso usare tutti i tempi storici o sono strettamente legato al passato remoto? Grazie mille per l’attenzione che vorrà rivolgermi e complimenti per il blog!

    1. Buongiorno Gianfranco, non vedo l’obbligo di usare per forza il passato remoto. Ovviamente dipende da come intende strutturare il periodo. Personalmente amo ad esempio usare il trapassato prossimo.

      1. a me piace molto l’imperfetto e non disdegno il trapassato remoto. Faccio un esempio: ” A me piaceva molto l’idea di andare al parco, per cui decisi di aggregarmi al gruppo i cui nominativi avevo visto in elenco il giorno prima”. Ecco questo è il modo in cui io scrivo…il mio scrivere è pieno dell’uso di questi verbi. E’ corretto? Questo è il dubbio che mi assale

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Scrivo storie, perlopiù brevi. Insegno scrittura creativa all'Upter

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