Diario di un impostore /5

stuffmomnevertoldyou-86-2014-03-computer-0È così che arrivo alla scrittura, dopo aver abbandonato la musica. Quella era l’unica cosa che mi faceva sentire vero, radicato nel presente e libero dalla forza del pensiero che ti trascina avanti e indietro. Non dovevo che sentire e sentirmi.
La scrittura, invece, è un labirinto e il perimetro non fa che estendersi tra passato e futuro. Con la scrittura il corpo evapora, anche quando si fa della cattiva letteratura. Quanto alla mia, io la uso per accanirmi contro il mio ego e ostentare quella severità che non dimostro davanti agli altri.
Impostore fino in fondo, lo sono anche nei miei confronti.
Inizio progetti che poi abbandono e riprendo, ma per lo più finisco sempre con l’abbandonare. Io sono per l’eterno ricominciamento, forse perché nella vita non faccio invece che ripetermi. Scrivo per l’ebrezza dell’inizio, per quell’idea di capolavoro che non supera una manciata di virgole, un paio di punti o tre. Cerco la perfezione nel dettaglio. Forse non sono che un poeta mancato, impostore supremo in un mondo di pensieri in pochi caratteri. O forse è soltanto che ho imparato a scrivere tra una telefonata e l’altra, perché è il mio lavoro.
Il perimetro è lo schermo del computer su cui appunto gli occhi per ore. Sopravvivo immaginandomi scrittore, ma a definirmi è ben altro: sono un paio di cuffie che cambiano ogni giorno, le frasi da copione che non cambiano mai. Ho persino ripreso a scrivere a penna, su un quaderno che copro con i gomiti come quando andavo a scuola. Ho paura che possano chiedere, che possano vedere. Dovrei forse ammettere che scrivo? Dire che vorrei un perimetro tutto mio dove costruire storie?

L’arte del racconto. Laboratorio di scrittura creativa

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A partire dal 27 ottobre, ogni giovedì dalle 17 alle 19, condurrò un laboratorio di scrittura creativa presso la sede Upter di via Tuscolana 388 (Istituto Darwin). Il costo, per un totale di 22 incontri, è di euro 260.

Per chi fosse interessata/o a iscriversi, o conoscesse persone potenzialmente interessate, questo è il link dove farlo

La vera natura della mia scrittura

IMG_7520Quando è finito il mio contratto di lavoro, ormai un anno e mezzo fa, pensavo che finalmente avrei avuto un bel po’ di tempo tutto per me. Per provare a fare, ormai prossimo ai quarant’anni, quello che mi sarebbe davvero piaciuto fare. Pensavo che mi sarei finalmente liberato della precarietà dei contratti a termine, di quel mestiere che non era un vero e proprio mestiere – per quanto ci si possa specializzare, rispondere al telefono per fornire delle informazioni o per vendere oggetti e servizi è qualcosa che chiunque può imparare a fare in poco tempo. Dopo otto anni passati ad ascoltare gli altri, pensavo che finalmente mi sarei potuto mettere davvero in ascolto di me stesso, che mi sarei messo seduto a una scrivania a scrivere chissà quante ore al giorno. Continua a leggere La vera natura della mia scrittura

"Ma una letteratura minore o rivoluzionaria comincia coll'enunciare, e vede e concepisce solo dopo" (Gilles Deleuze)