Alcol, diserbanti e altri romantici suicidi

Quello che segue è un racconto pubblicato sul Calendario del Popolo n. 759/2013

Una sera Giulio se ne uscì con quest’idea di fare una rivista letteraria.
S’era come sempre da Tommaso, seduti su uno sgabello davanti a una vecchia botte e Alberto aveva cominciato a sbadigliare già da qualche minuto. Gli erano rimasti alcuni schizzi di vernice bianca tra i capelli, dove non faceva che grattarsi per tenersi sveglio, e io che lo prendevo in giro: «Ma che c’hai, i pidocchi?» Continua a leggere Alcol, diserbanti e altri romantici suicidi

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Scrivere un racconto non è allenarsi al romanzo

Spesso si sente dire in giro, o si legge da qualche parte, che il racconto è una sorta di palestra per lo scrittore che voglia poi cimentarsi col romanzo. Anche se più o meno tutti cominciano con lo scrivere racconti, sembra insomma che il vero obiettivo di chi scrive narrativa sia quello di arrivare al romanzo. Probabilmente questo accade perché lo si identifica subito con l’oggetto libro – una raccolta di racconti, in effetti, è un’idea che ci mette più tempo a concretizzarsi nella mente dello scrittore, tanto è vero che spesso rappresenta una specie di summa di un percorso della durata di diversi anni – e anche perché è il mercato stesso a richiedere un format preciso, oltre che dei generi, in base all’andamento delle vendite. Continua a leggere Scrivere un racconto non è allenarsi al romanzo

La scatola nera

Quello che segue è un breve racconto scritto in occasione della rassegna Anonimo Frastuono: immaginare il paesaggio.

«Giovanni non si fa più sentire, è scomparso».
«Si sarà chiuso in camera, oppure è di nuovo in strada con quella scatoletta nera a tracolla. L’hai visto come tiene puntato il microfono? Sembra un rabdomante».
«E che cosa fa?»
«Cattura i rumori».
«Come i rumori?»
«Sì, con quella scatoletta e il microfono. Io facevo così da ragazzino, con gli insetti. Ne catturavo uno per specie e li mettevo dentro un barattolo». Continua a leggere La scatola nera

Una recensione sommersa

Alessandro Boni ha fatto parte, col sottoscritto e tanti altri, del progetto Scrittori Sommersi. Questa è la recensione che ha scritto dopo aver letto i miei racconti (anche la fotografia è sua) ed io lo ringrazio per avermi concesso il permesso di pubblicarla.

Già dalla copertina del libro, che è una piccola antologia ragionata di racconti, si evince che l’autore – che ha fatto scrivere il proprio nome e cognome in minuscolo – non voglia rubare la scena ai protagonisti delle storie narrate e si voglia mettere in disparte a osservare piccole e grandi vicende del quotidiano per provare a raccontarle. Continua a leggere Una recensione sommersa

Scrivere su carta

Non so se si tratti di una coincidenza o se i due fatti siano collegati, ma in questi ultimi giorni – gli stessi in cui ho sospeso il mio account di Facebook – ho ripreso a scrivere su carta. Nel mio computer ho diverse cartelle in cui sono suddivisi i romanzi – degli abbozzi di romanzi, a dire il vero – i racconti, i progetti, e in tutto devo dire di aver accumulato un bel po’ di battute e di KB. In generale devo ammettere di avere un bel po’ di difficoltà a portare avanti delle storie di grande respiro, che vadano oltre una decina di cartelle. Continua a leggere Scrivere su carta

Un paio di buone ragioni per uscire da Facebook

 

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Ieri, dopo averci pensato attentamente per un paio di mesi (ed averlo già fatto in passato), ho deciso di cancellare il mio account da Facebook. Nonostante gli indubbi vantaggi del social network (come entrare in contatto con persone con cui condividi gli stessi interessi o promuovere quello che si fa – nel mio caso i libri o i corsi di scrittura), ci sono tutta una serie di aspetti che non riesco più a tollerare e che sono nella natura stessa del dispositivo, che si nutre del nostro tempo, dei nostri pensieri, delle nostre immagini – in definitiva, del nostro privato.

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Riflessioni sparse sullo scrivere un romanzo contemporaneo

Oggi, mentre curiosavo tra i miei quaderni, ho ritrovato alcune vecchie considerazioni sulla stesura di un romanzo che trovo interessanti (anche se potrebbero apparire in parte ingenue).

Un romanzo deve essere CONTEMPORANEO nella lingua, nella forma e nei contenuti [basta giochetti letterari, il bello stile, l’esercizio fine a se stesso, le belle mezze idee che non portano a niente] Continua a leggere Riflessioni sparse sullo scrivere un romanzo contemporaneo

Laboratori di scrittura

Nel mese di ottobre si riparte con l’Upter, ma quest’anno con una novità.
Oltre all’ormai classico laboratorio “L’arte del racconto”, che si terrà ogni giovedì dalle 17 alle 19 (ma fate attenzione, perché la sede è stata spostata all’Istituto Tuscolano, in via Maia 19), se ne aggiunge un altro, dal titolo “I racconti degli altri”, ogni mercoledì dalle 17 alle 19 a Lungotevere Maresciallo Armando Diaz 20 (zona Ponte Milvio).
Non vi resta che scegliere e iscrivervi!

La parola ai lettori

Quelli che seguono sono i pareri di alcuni lettori che hanno letto la mia nuova raccolta di racconti, Non risponde mai nessuno (Miraggi, 2017). La fotografia qui a fianco è di Fabio Mendolicchio.

Quando arriva l’estate l’ho letto in autobus la prima volta e ho mancato la fermata. Sono scesa alla successiva e ferma nella pensilina ho continuato a leggere. Non so perché con questo freddo, ancora oggi, io abbia tanta voglia di amarene.
Giulia Fuso Continua a leggere La parola ai lettori

Assaggi

Quelli che seguono sono dei brevi estratti presi da tre dei dieci racconti della mia ultima raccolta, Non risponde mai nessuno (Miraggi, 2017)

 

Un fruscio poco distante gli gelò il sangue. Pensò che dovesse trattarsi probabilmente di un cinghiale in cerca di
ghiande e di castagne sotto alle foglie, ma il rumore non durò che pochi secondi e poi ne seguì un altro e un altro
ancora. Era lo strisciare di una serpe quello che aveva udito, oppure un merlo che era venuto a posarsi a terra e adesso lo osservava divertito?
Ormai ombra tra le ombre, Livio sentì di non essere neanche più in grado di stabilire cosa fosse reale e cosa immaginario. (“Il borro”) Continua a leggere Assaggi

Il missile

Tratto dal racconto “Il missile”, in Non risponde mai nessuno (Miraggi, 2017)

 

Quanto sembravano lontani il cielo sereno di quella vecchia fotografia e il sorriso del bambino che guardava in alto, pieno di speranza.
Negli anni Paolone non aveva mai smesso di fantasticare sul luogo in cui fosse potuto atterrare il suo missile: sul campanile di una chiesa, tra i rami di un abete gigante o magari intrappolato tra i cavi elettrici giù a valle. Continua a leggere Il missile

Scrivo storie, perlopiù brevi. Insegno scrittura creativa all'Upter