Come m’innamorai dell’arte

grandeguerra_archivio_it_886_file_img_popupIl 21 maggio 1844 nasceva a Laval Henri Rousseau, conosciuto in seguito come Il Doganiere. Nel 1871 entrò a lavorare negli uffici comunali del dazio di Parigi, dove comincia a sognare di fare il pittore. Sarà, insieme a Cézanne, tra gli artisti che più influenzeranno le avanguardie, e di conseguenza tutta l’arte moderna. E come tutti i grandi geni dovette attendere molti anni prima di essere compreso e sopportare critiche feroci e sprezzanti (“Opera di un ragazzo di dieci anni che ha voluto fare gli omini”, scrissero di lui nel 1885).
Lo definirono ingenuo, primitivo, ma la sua naïveté fu la sua grandezza. Fu ammirato da Picasso (che acquistò una sua tela per 5 franchi da un mercante che gli disse che poteva usarla per dipingerci sul retro), difeso da Apollinaire, anticipò il surrealismo; ed era un autodidatta.
Di lui Ardengo Soffici ha scritto: “[…] passa la vita nel lavoro ignorato, raccolto e paziente, salutato da risa e da scherni ogni volta che esce dalla sua solitudine per mostrare al mondo il frutto delle sue fatiche”.
Morì il 2 settembre del 1910 per una ferita a una gamba non curata, pochi mesi prima agli Indipéndants fu esposto il suo ultimo capolavoro, Il sogno.
Al suo funerale si presentarono in sette.
Quando, nel 1999, visitai il Musée d’Orsay di Parigi, m’innamorai dell’arte davanti al suo enorme quadro intitolato La guerre, che mi travolse letteralmente. Fu come entrare in un mondo da cui non sono più uscito.

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