Via, cavalca!

Questo racconto è stato pubblicato nella raccolta Biglietto, prego (Zero91, 2012)

Quando non riesco a pensare, prendo e m’incammino. Si potrebbe dire che io usi i piedi per parlare, anche se il ragionamento è improprio, perché il mio disquisire si distribuisce per la maggior parte all’interno della scatola che mi poggia sul collo. Alla lunga, ad abitare da soli si finisce col popolare la testa di strani personaggi che parlano tutti assieme: allora io prendo e mi faccio due passi, perché a camminare e a scuotere il corpo questi invasori se ne cadono tutti giù dal palco. I piedi mi servono insomma per dettare il ritmo, per mettere in fila le voci e farle parlare una alla volta, dalla più urgente alla meno importante – il principio è semplice: se la questione è di massima gravità, questa avrà il fiato necessario per raggiungermi. Continua a leggere

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ALLE TERME DI CARACALLA!

Il giorno 26 giugno alle ore 20.00 alla Festa dell’unità 2011, presso le Terme di Caracalla
la libreria L’Eternauta presenterà le raccolte di racconti edite da Il Foglio Letterario
L’ora migliore e altri racconti di Simone Ghelli
Almeno mi racconto di Daniela Rindi
Moderatore Bruno Di Marco.

Piccola rassegna stampa

Il racconto lo si vuole così e colà, come se le forme fossero nozioni ontologiche e non storiche. Ghelli scrive piccoli corti poetici: c’est tout. (Michele Lupo su Il Recensore)

La scrittura di Simone Ghelli diserta la linearità di un percorso fluido, per frammentarsi in rivoli dove indugiano mute sensazioni, che lasciano il lettore attonito,  sulla soglia di ogni racconto, in preda agli effetti di un’appagante allucinazione. (Gian Paolo Grattarola su Il Mangialibri)

Ghelli propone una raccolta di racconti dai sapori contrastanti ed audaci, insistendo a sfatare uno dei più vecchi tabù dell’editoria italiana (i racconti non contano, non vendono, non interessano). (Barbara Gozzi su Agoravox)

E’ proprio per raccontare il suo tempo, cosmogonico e intimista, storiografico e freudiano, che Ghelli si immerge, dunque, con alacre levità, nell’acquario delle mostruosità quotidiane… (Francesca Fiorletta su Critica Letteraria).

Ghelli – Rindi – Sperduti

Giovedì 9 giugno ore 21.30

Hula Hoop Club, via L.F. De Magistris 91 (Pigneto – Roma)

Reading e presentazione delle raccolte di racconti
“L’ORA MIGLIORE” di Simone Ghelli
“ALMENO MI RACCONTO” di Daniela Rindi
e dell’opuscolo a distribuzione gratuita 
“IL GOSCLO E ALTRI RACCONTI” di Carlo Sperduti

Simone Ghelli presenta Carlo Sperduti che presenta Daniela Rindi che presenta Simone Ghelli: il risultato di una collaborazione altamente arbitraria fra autori apparentemente privi di punti in comune. A chi sarà in grado di individuarne almeno uno saranno rivolte sentite congratulazioni.
Il pubblico sarà invitato a porre domande agli autori, al solo scopo di metterli in difficoltà. 

Per ulteriori informazioni sui singoli componenti dell’allegro triangolo visitate i loro blog:

https://genomis.wordpress.com/
http://danielarindi.blogspot.com/
http://carlosperduti.splinder.com/

Per leggere anche i racconti

Venerdì 15 aprile, ore 19.30

Doppia presentazione alla Libreria Rinascita di Largo Agosta 36 (Roma).
*
Lo scrittore Pier Paolo Di Mino presenta
I fuoriusciti (Edizioni Stilo) di Michele Lupo e L’ora migliore e altri racconti (Edizioni Il Foglio) di Simone Ghelli.
*
“Tratti di vigoroso espressivismo lessicale alternati a passaggi più morbidi, più consueti. Michele Lupo è autore che probabilmente rifiuta gli schemi convenzionali.” (Mangialibri)

“Una prova, questa de L’ora migliore e altri racconti, che mi ha interdetto, perché la sento come prodromica verso altro, una strada sotterranea, o subacquea.” (Lankelot)

I RACCONTI DEGLI ALTRI

Oggi sarò ospite, insiema alla scrittrice Ilaria Mazzeo, del nuovo appuntamento con la rassegna “I racconti degli altri”: scrittori e scrittrici confrontano i propri testi con le opere di altri autori.

L’incontro si terrà alle 19 presso la Libreria L’Eternauta, in via Gentile da Mogliano 184 (Pigneto – Roma).

La Banda dello Stivale 3.0

Correva il mese di settembre 2009 quando sull’auto a gpl di Gianluca Liguori il collettivo Scrittori precari partì per un tour autofinanziato che toccò le città di Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano, per poi dirottare verso la Casa del Cuculo (vicino Forlì) e Frigolandia (in Umbria), e che documentammo con un diario di bordo giornaliero. Da quell’esperienza mi venne l’idea di scrivere un feuilleton politico, che uscì a episodi sul nostro blog e i cui pezzi ho poi rilavorato e riassemblato, su una banda di scrittori convinta di poter riunificare l’Italia sotto il regno della parola. 

In seguito ad alcuni input ricevuti dai lettori, dove si sottolinea giustamente la natura “orale” del materiale (nel senso che si presentava come un canovaccio da essere letto in pubblico, alla maniera dei cantastorie), ho deciso di riprendere quella versione e di riscrivere da capo la storia, con l’intento di tirarne fuori un vero e proprio romanzo: “La Banda dello Stivale, ovvero la Seconda Unità d’Italia”. Visto che l’anno prossimo faranno 150 anni da quando lo stivale venne riunficato sotto la spinta della spedizione dei Mille, e visti i rigurgiti secessionisti che animano da qualche tempo il nostro paese, mi sembra che il terreno sia fertile per un controcanto surreale e grottesco di una politica ridotta ormai a farsa quotidiana. Ed è così che mi accingo a lavorare alla versione 3.0, sperando che nel frattempo non accada di vederla frammentata, l’Italia, in principati e signorie.

Il Gran Premio, la polenta e la coda alla vaccinara

L’inizio era stato epico, tra le bighe e i carrocci, il Senato e i porci.

Io ero già pronto a godermi lo scontro. Mi chiedevo: chissà da che parte starà Russell Crowe? E poi: quale auto guiderà Sylvester Stallone?*

Certo, la sceneggiatura era infarcita di battutacce volgari, ma non pensavo al solito cinepanettone. E invece è finita a tarallucci e vino, anzi, pure meglio: una gara tra polenta e coda alla vaccinara.

E noi che già ci pensavamo che per il Gran Premio di Formula Uno avrebbero tappato un po’ di buche, mica tutte, ma almeno qualcuna sì. Adesso speriamo almeno che non trovino un accordo, tipo una gara di rally, magari quando piove che l’acqua esce dai tombini. Quando piove potrebbero farci pure le regate di vela, sulla Tiburtina. Speriamo che continuino a litigare, quei due là, anche se quando c’è da mangiare ci si mette sempre d’accordo, in questo paese…

*Mi riferisco ai film “Il gladiatore” e “Driven”