Come scrivere un racconto che funzioni

Visto che scrivo racconti da un po’ e considerato che tengo ogni tanto anche dei corsi di scrittura sulla forma breve, ho pensato di buttar giù un piccolo elenco di consigli che potete seguire durante la stesura di un racconto (o anche no, fate un po’ voi).
Una specificazione importante: non ho intitolato questo post “come scrivere un bel racconto” perché del bello (e del brutto) si occupa l’estetica, che non è il mio campo. Quello che m’interessa, come scrittore e insegnante, è se una cosa (in questo caso un racconto) funziona, ovvero se riesce a rendere giustizia all’idea originale, a quello che avevamo in testa e a come volevamo dirlo.

  1. Scrivi in 2/3 righe l’idea che è alla base del racconto (ad esempio: tornando nella casa dei nonni, che deve essere affittata, il protagonista rievoca dolorosi ricordi e fa i conti con i propri sensi di colpa… è l’idea che sta alla base del mio racconto intitolato Il borro).
  2. Decidi da quale punto di vista vuoi narrare la storia. Il narratore è esterno o interno? Che tipo di narratore è? Ad esempio, se il racconto è in soggettiva, sarà molto importante mantenere un linguaggio appropriato al protagonista che narra e non dimenticarsi che la sua conoscenza rispetto ai dati della storia non può che essere parziale.
  3. Decidi quanti personaggi ci saranno. Personalmente in un racconto sconsiglio di mettere più di 3/4 personaggi, altrimenti si vengono a sovrapporre troppi elementi mentre il racconto è di per sé una narrazione che tende a precipitare (potremmo paragonarla, nella forma, a una spirale), dunque a ridurre, a seguire una strada e non un’altra.
  4. Cerca di buttare giù lo scheletro della storia in un’unica sessione di lavoro, in modo da avere il disegno e decidere quale stile vuoi adottare, ovvero come vuoi che il lettore veda quel disegno.
  5. Sviluppa la storia, aggiungi quella che io chiamo la ciccia. A un certo punto capirai che ce ne sarà troppa e che se non vuoi prendere la strada del romanzo, ma rimanere sul piano del racconto, dovrai togliere tutta quella che al lettore potrebbe andare di traverso (insomma, non fargli fare un’abbuffata di roba).
  6. Rileggilo fino alla nausea perché in un racconto ogni parola pesa come un macigno, ogni stonatura produce il rumore agghiacciante di un’unghia sul vetro. Togli le ripetizioni, le spiegazioni inutili, soppesa la punteggiatura. Rileggilo a voce alta e senti come suona, se ha il ritmo giusto.
  7. Dopo che hai fatto tutto questo chiediti: sono rimasto fedele all’idea originale? Era davvero questo che volevo raccontare? Volevo raccontarlo proprio così? Se non era nelle tue intenzioni, anche se ti sembra un bel racconto, c’è qualcosa che non ha funzionato. Devi ricominciare daccapo.

P.s.: quello nella foto è lo scrittore John Cheever

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