Archivi categoria: scrivere

How to write an effective short story

Given that I’ve been writing short stories for a while now and  I’ve run classes of short tale writing every now and again, this post seemed to be a natural evolution of my path.
So here you are a list of ready-made pieces of advice to follow- if you like it- through your writing process.
Before starting just a little note about the title of my post. I’ve decided not to name it “How to write a beautiful short story” because what I concern myself most here with is not the Beauty -which is about the Aesthetic- but making a tale work, which has much to do with a teacher such as me.
Doing justice to our original ideas, exactly like we’ve pictured it in our head is my aim.
I hope it’s going to be supportive! Continua a leggere How to write an effective short story

Annunci

Come scrivere un racconto che funzioni

Visto che scrivo racconti da un po’ e considerato che tengo ogni tanto anche dei corsi di scrittura sulla forma breve, ho pensato di buttar giù un piccolo elenco di consigli che potete seguire durante la stesura di un racconto (o anche no, fate un po’ voi).
Una specificazione importante: non ho intitolato questo post “come scrivere un bel racconto” perché del bello (e del brutto) si occupa l’estetica, che non è il mio campo. Quello che m’interessa, come scrittore e insegnante, è se una cosa (in questo caso un racconto) funziona, ovvero se riesce a rendere giustizia all’idea originale, a quello che avevamo in testa e a come volevamo dirlo. Continua a leggere Come scrivere un racconto che funzioni

Nessuna gioia di scrivere

Il brano che segue, tratto dal romanzo Il posto di Annie Ernaux (L’Orma Editore, 2014), è una dichiarazione di poetica che mi sento di sottoscrivere. Un altro titolo buono per questo post poteva essere anche: Si dovrebbe sempre scrivere soltanto del necessario. Oppure: il peso di ogni singola parola.

Scrivo lentamente. Sforzandomi di far emergere la trama significativa di una vita da un insieme di fatti e di scelte, ho l’impressione di perdere, strada facendo, lo specifico profilo della figura di mio padre. L’ossatura tende a prendere il posto di tutto il resto, l’idea a correre da sola. Se al contrario lascio scivolare le immagini del ricordo, lo rivedo com’era, la sua risata. E la sua andatura, mi conduce per mano alla fiera e le giostre mi terrorizzano, tutti i segni di una condizione condivisa con altri mi diventano indifferenti. Ogni volta, mi strappo via dalla trappola dell’individuale.
Naturalmente, nessuna gioia di scrivere, in questa impresa in cui mi attengo più che posso a parole e frasi sentite davvero, talvolta sottolineandole con dei corsivi. Non per indicare al lettore un doppio senso e offrirgli così il piacere di una complicità, che respingo invece in tutte le forme che può prendere, nostalgia, patetismo o derisione. Semplicemente perché queste parole e frasi dicono i limiti e il colore del mondo in cui visse mio padre, in cui anch’io ho vissuto. E non si usava mai una parola per un’altra.
Continua a leggere Nessuna gioia di scrivere

L’arte del racconto/2

Da mercoledì 6 febbraio il laboratorio “L’arte del racconto” approda a Ponte Milvio, da Libri&Bar Pallotta. Saranno 12 incontri, tutti i mercoledì dalle 17.30 alle 19.30. Per maggiori info potete scrivermi all’indirizzo e-mail dadasimo@gmail.com

In questo laboratorio – indicato anche per chi si accosta per la prima volta alla scrittura, intesa come strumento narrativo – affronteremo le diverse fasi che portano alla costruzione di un racconto. Continua a leggere L’arte del racconto/2

Scrivere un racconto non è allenarsi al romanzo

Spesso si sente dire in giro, o si legge da qualche parte, che il racconto è una sorta di palestra per lo scrittore che voglia poi cimentarsi col romanzo. Anche se più o meno tutti cominciano con lo scrivere racconti, sembra insomma che il vero obiettivo di chi scrive narrativa sia quello di arrivare al romanzo. Probabilmente questo accade perché lo si identifica subito con l’oggetto libro – una raccolta di racconti, in effetti, è un’idea che ci mette più tempo a concretizzarsi nella mente dello scrittore, tanto è vero che spesso rappresenta una specie di summa di un percorso della durata di diversi anni – e anche perché è il mercato stesso a richiedere un format preciso, oltre che dei generi, in base all’andamento delle vendite. Continua a leggere Scrivere un racconto non è allenarsi al romanzo

Scrivere su carta

Non so se si tratti di una coincidenza o se i due fatti siano collegati, ma in questi ultimi giorni – gli stessi in cui ho sospeso il mio account di Facebook – ho ripreso a scrivere su carta. Nel mio computer ho diverse cartelle in cui sono suddivisi i romanzi – degli abbozzi di romanzi, a dire il vero – i racconti, i progetti, e in tutto devo dire di aver accumulato un bel po’ di battute e di KB. In generale devo ammettere di avere un bel po’ di difficoltà a portare avanti delle storie di grande respiro, che vadano oltre una decina di cartelle. Continua a leggere Scrivere su carta

Riflessioni sparse sullo scrivere un romanzo contemporaneo

Oggi, mentre curiosavo tra i miei quaderni, ho ritrovato alcune vecchie considerazioni sulla stesura di un romanzo che trovo interessanti (anche se potrebbero apparire in parte ingenue).

Un romanzo deve essere CONTEMPORANEO nella lingua, nella forma e nei contenuti [basta giochetti letterari, il bello stile, l’esercizio fine a se stesso, le belle mezze idee che non portano a niente] Continua a leggere Riflessioni sparse sullo scrivere un romanzo contemporaneo

Laboratori di scrittura

Nel mese di ottobre si riparte con l’Upter, ma quest’anno con una novità.
Oltre all’ormai classico laboratorio “L’arte del racconto”, che si terrà ogni giovedì dalle 17 alle 19 (ma fate attenzione, perché la sede è stata spostata all’Istituto Tuscolano, in via Maia 19), se ne aggiunge un altro, dal titolo “I racconti degli altri”, ogni mercoledì dalle 17 alle 19 a Lungotevere Maresciallo Armando Diaz 20 (zona Ponte Milvio).
Non vi resta che scegliere e iscrivervi!

La mia Heimat

iperinflazioneSi era davvero così tanto abituato a sentirsi una bestia?
Eppure si era sempre sentito speciale: buono e speciale.
Aveva quella libreria così grande e la finestra che dava sul parco dove il vento scuoteva senza requie le foglie della grande palma e i rami della mimosa.
Aveva tutte quelle parole, dentro e fuori, ma non riusciva a mettere insieme un singolo pensiero.   Continua a leggere La mia Heimat

La vera natura della mia scrittura

IMG_7520Quando è finito il mio contratto di lavoro, ormai un anno e mezzo fa, pensavo che finalmente avrei avuto un bel po’ di tempo tutto per me. Per provare a fare, ormai prossimo ai quarant’anni, quello che mi sarebbe davvero piaciuto fare. Pensavo che mi sarei finalmente liberato della precarietà dei contratti a termine, di quel mestiere che non era un vero e proprio mestiere – per quanto ci si possa specializzare, rispondere al telefono per fornire delle informazioni o per vendere oggetti e servizi è qualcosa che chiunque può imparare a fare in poco tempo. Dopo otto anni passati ad ascoltare gli altri, pensavo che finalmente mi sarei potuto mettere davvero in ascolto di me stesso, che mi sarei messo seduto a una scrivania a scrivere chissà quante ore al giorno. Continua a leggere La vera natura della mia scrittura