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Un pianeta dove gettare i pensieri

Luna-SuperlunaNon troppo distante da noi esiste un pianeta che gli esseri umani hanno trasformato in una gigantesca discarica di pensieri.
Non appena hanno un po’ di tempo libero le persone vanno lì e ci gettano qualcosa: opinioni politiche, intuizioni artistiche, paure e suggestioni, o anche semplicemente pensieri cattivi o gentili su parenti e conoscenti, idee insomma per passare il tempo.
A volte ci vado anch’io, mi unisco a queste persone, alcune conosciute e altre no, e tutti insieme guardiamo nell’enorme cratere, talmente pieno di questi pensieri che sembra sempre sul punto di straripare. Restiamo così, alcuni persino per ore, stregati da questa visione di parole che si sovrappongono le une alle altre. Continua a leggere Un pianeta dove gettare i pensieri

La nuda letteratura

Mi sembra che con i social network possiamo ormai dare per assodato l’ingresso della letteratura italiana in vetrina: che ne mostra non soltanto le copertine, ma prima di tutto i retroscena  – i fatti privati di scrittori e scrittrici che rimbalzano sui “muri” di facebook; le scaramucce disseminate nei commentari in giro per il web (per carità, tutte cose che probabilmente son sempre esistite, ma che alla luce del panopticon contemporaneo assumono tutt’altro peso). Continua a leggere La nuda letteratura

Il miglior strumento dello scrittore è il temperino

Lo so che non si usa per scrivere, a meno di non ricorrere non dico ancora alla penna, in tempi di personal computer, ma addirittura alla matita. L’immagine del temperino, però, mi serve per parlar d’altro: della necessità di uno scrittore di affinare la lingua, e dunque anche del coraggio di mettere da parte la gran parte di ciò che scrive. Mi sembra infatti che sia un’abitudine sempre più comune, quella di voler pubblicare qualsiasi cosa: un’abitudine agevolata dall’editoria a pagamento e fomentata dalla possibilità di esporsi in prima persona dell’autore. Non si può di conseguenza non pensare a Facebook, alla vetrina per eccellenza, dove ognuno promuove i propri eventi, le presentazioni (chi non lo fa?). Il rischio, però, è di far passare la vita avanti alla scrittura, il cosa penso al come lo penso. Certo, l’evoluzione degli status del social network più famoso del mondo potrebbero divenire oggetto di studio in un prossimo futuro, come di un genere a parte, ma in questo accumularsi di materiali io fatico sempre di più a ritrovare la bussola; e non penso di essere il solo. Ecco quindi tornare l’utilità del temperino, che ci viene incontro nella dolorosa operazione di rimuovere il superfluo: a cominciare proprio da quest’io, che sembra sbrodolarsi ovunque, dentro e fuori dalle pagine. Lo consiglio soprattutto ai principianti, ancora immuni al vizio: stemperatevi, finché siete in tempo.