Via, cavalca!

Questo racconto è stato pubblicato nella raccolta Biglietto, prego (Zero91, 2012)

Quando non riesco a pensare, prendo e m’incammino. Si potrebbe dire che io usi i piedi per parlare, anche se il ragionamento è improprio, perché il mio disquisire si distribuisce per la maggior parte all’interno della scatola che mi poggia sul collo. Alla lunga, ad abitare da soli si finisce col popolare la testa di strani personaggi che parlano tutti assieme: allora io prendo e mi faccio due passi, perché a camminare e a scuotere il corpo questi invasori se ne cadono tutti giù dal palco. I piedi mi servono insomma per dettare il ritmo, per mettere in fila le voci e farle parlare una alla volta, dalla più urgente alla meno importante – il principio è semplice: se la questione è di massima gravità, questa avrà il fiato necessario per raggiungermi. Continua a leggere

Annunci