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Con gli occhi sui libri, alzando il sedere dalla sedia

«Nell’antichità era il lettore che cercava il libro, mentre oggi il rapporto si è invertito: il libro cerca il lettore.»

Lo scriveva Luciano Bianciardi nel 1957, il libro è Il lavoro culturale.

Nello stesso testo si parlava già anche del fatto che tutti volessero scrivere, pubblicare il loro libro (ma poi ai dibattiti, ad ascoltare, non ci voleva stare nessuno: come nell’incontro sui pellerossa, quando i due relatori milanesi scappano via perché devono lavorare).

Sono passati più di cinquant’anni e le proporzioni si sono indubbiamente moltiplicate, così che siamo arrivati all’istituzionalizzazione dell’editoria a pagamento e all’esplosione del fenomeno del self publishing. Continua a leggere Con gli occhi sui libri, alzando il sedere dalla sedia

Il miglior strumento dello scrittore è il temperino

Lo so che non si usa per scrivere, a meno di non ricorrere non dico ancora alla penna, in tempi di personal computer, ma addirittura alla matita. L’immagine del temperino, però, mi serve per parlar d’altro: della necessità di uno scrittore di affinare la lingua, e dunque anche del coraggio di mettere da parte la gran parte di ciò che scrive. Mi sembra infatti che sia un’abitudine sempre più comune, quella di voler pubblicare qualsiasi cosa: un’abitudine agevolata dall’editoria a pagamento e fomentata dalla possibilità di esporsi in prima persona dell’autore. Non si può di conseguenza non pensare a Facebook, alla vetrina per eccellenza, dove ognuno promuove i propri eventi, le presentazioni (chi non lo fa?). Il rischio, però, è di far passare la vita avanti alla scrittura, il cosa penso al come lo penso. Certo, l’evoluzione degli status del social network più famoso del mondo potrebbero divenire oggetto di studio in un prossimo futuro, come di un genere a parte, ma in questo accumularsi di materiali io fatico sempre di più a ritrovare la bussola; e non penso di essere il solo. Ecco quindi tornare l’utilità del temperino, che ci viene incontro nella dolorosa operazione di rimuovere il superfluo: a cominciare proprio da quest’io, che sembra sbrodolarsi ovunque, dentro e fuori dalle pagine. Lo consiglio soprattutto ai principianti, ancora immuni al vizio: stemperatevi, finché siete in tempo.