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Nel Calendario del Popolo

Segnalo che all’interno del nuovo numero del Calendario del Popolo (n. 759, “librindipendenti”), edito da Sandro Teti Editore, verrà pubblicato un mio racconto inedito.
La rivista verrà presentata tra gli “eventi off” del Salone del Libro di Torino, vernerì 17 maggio alle ore 18 presso la Libreria Il Ponte sulla Dora (Via pisa, 46 – Torino).
Potrete inoltre trovare le copie presso lo stand Sandro Teti Editore, N126 – Padiglione 2.

Il rabdomante – tentativi di scavare con l’uso della parola /2

Senza quest’Io dispotico avrei inoltre finito un sacco di cose, di progetti: avrei perso la mia identità insieme alla mia lingua, soprattutto.
Il guaio è che si è formato in condizioni del tutto anomale, quando dopo soli tre giorni di vita – in un periodo in cui per gli psicologi non esiste nessun Io, temo – si è ritrovato miracolato con l’ausilio della magia popolare.
Ero appena nato e già dovevo affrontare la prova più terribile che la vita possa apparecchiarci: quella con la vecchia e cara morte. Continua a leggere Il rabdomante – tentativi di scavare con l’uso della parola /2

Il rabdomante – tentativi di scavare con l’uso della parola /1

E invece quest’Io impiccione s’è messo a scavare per tendere una mano alla memoria, che ora strilla come un’ossessa. È questo il motivo che mi ha indotto a prendere la decisione di affidare le mie cure a questo sproloquio: perché mi son fatto troppo ansioso, addirittura incline agli attacchi di panico. A volte non sento più il battito del mio cuore, e il terrore che possa davvero fermarsi mi accorcia il respiro, mi ghiaccia la punta delle dita. Continua a leggere Il rabdomante – tentativi di scavare con l’uso della parola /1

Scrittore toscano dell’anno

Con L’ora migliore e altri racconti (Edizioni Il Foglio, 2011) sono stato inserito nella lista degli scrittori selezionati per il premio “SCRITTORE TOSCANO DELL’ANNO”.

Se avete letto e apprezzato il mio libro potete inviare il vostro voto, entro il 3 novembre, a uno dei seguenti indirizzi:

 info@fieralibrotoscano.it, oppure riccardocardellicchio@interfree.it, redazione@fieralibrotoscano.it, info@toscanainlibri.com

Crescere d’un solo fiato

Segue un altro breve estratto del mio testo ancora inedito. La noia è un brutto nemico, e le storie si annoiano a rimanere chiuse a lungo: anzi, finisce pure che muoiono d’inedia a non raccontarle.

 

L’indomani già stavo sull’attenti, pronto a ricevere le mie consegne davanti a una signora minuta, con gli occhiali tondi, che si sforzava d’esser gentile; che ci scompariva, per quant’era piccola, dietro la scrivania. Gesticolava parecchio, scansava l’aria con le mani, ma non l’ingombro di carte dietro cui s’affannava; e annaspava, col fiato corto, per via di tutte quelle bracciate nel mare d’incartamenti.

«Lei ha richiesto l’alloggio,» mi ricordò, «ma qui non ve ne sono più».

Vediamo un po’ se adesso mi toccherà pure di pagare per dormire, pensai tra me e me.

«Però ci sarebbe una possibilità,» continuò quella, che per fare scena s’aggiustò le lenti sul naso.

L’avevano pensata proprio bella, in tutto quel tempo. Già me l’immaginavo, dov’è che sarebbe andata a parare.

«Si tratterebbe d’andare al San Niccolò».

Eccoci, pensai: ci mancava giusto il manicomio.

«Queste, purtroppo, son le condizioni,» concluse; e incrociò le mani per mandarmi in pace.

Le spalle le si fecero strette strette, aggravate dal peso del non detto: che m’attendeva una guerra lunga un anno, uno scherzo mica da poco.

Mossi appena il capo, ma in cuor mio maledissi le raccomandazioni degli altri, di chi m’aveva detto che vedrai che noia, a far fotocopie dalla mattina alla sera.

Ecco come diventai d’improvviso uomo; con la paura che mi ghiacciò l’ossa, altro che il militare. Altro che flessioni nel cuore della notte, o le gelate in punta di naso a far la guardia; altro che marce, che mattinate passate a lucidare il corredo da parata.

Mi mandavano a fare il morto, a cancellare un anno di vita per un materasso sfondato; a fare come quegli insetti che si fingono paralizzati.

 

“Passaggi dagli sconosciuti”

Quello che segue è un breve assaggio del racconto Passaggi dagli sconosciuti, compreso nella raccolta L’ora migliore e altri racconti.

Infine ci sono i buchi neri in cui si disperde la trama di quella lunga notte. Non ricordo ad esempio il primo frame, come sia cominciato tutto intendo. E neanche di quando siamo rientrati nella jeep mi ricordo, a parte la fastidiosa sensazione della sabbia che mi pizzica sui testicoli mentre cerco di grattarmi con la mano infilata nella patta dei jeans. Leo che guida al volante come un demone lo vede benissimo però, i riccioli rossi al vento e lui che attende i lunghi e bui rettilinei per alzare le mani e urlare: «Guardate, va da sé!, è l’auto del futuro!» e gli altri che continuano a ridere mentre io mi dimeno con il mio problema ai genitali, dove si concentra anche tutto il terrore che stia per accadere qualcosa di terribile. Nello stereo gira una musicassetta di Robert Wyatt, credo sia At last I’m free il pezzo, ed è così etereo da sospendere nello scorrere del tempo l’animalità di quanto lo ha preceduto. Mi ricordo anche di Mariano fra Amelia e Silvia, appartati sui sedili posteriori, mentre lui se le palpeggia entrambe e dice loro che sono state veramente brave: «Meglio del solito ragazze». È l’ultima immagine in cui compaiono insieme a noi, perché dopo viene un piano sequenza sfuocato, dove le luci incrociano il cielo e l’audio off si fa talmente assordante da sovrastare ogni rumore all’interno. Ogni espressione è capovolta nell’abitacolo, mentre lo schianto squarcia per pochi secondi il silenzio della campagna intorno. Alla fine resta soltanto il rumore di una ruota sospesa che continua a girare, e la voce di Robert Wyatt che riprende a cantare dopo una pausa che mi sembra durare un’eternità.

Cronache da Kosmograph

Con il nuovo anno riparte sul sito della rivista Taxi Drivers la mia rubrica di racconti ispirati dal cinema, il cui titolo è un omaggio a un’opera a me molto cara di Luigi Pirandello.

Potete leggere i primi tre racconti pubblicati ai seguenti link: È nata una stella, Singin’ in the rain e Quarto potere, ma facciamo anche sesto.

Con una cadenza più o meno quindicinale ne usciranno altri, sempre ispirati a titoli e trame di film che hanno fatto la storia del cinema.

L’amore a mille lire

2014-06-03 20.03.18Questo racconto è compreso nella breve raccolta Istantanee, che potete scaricare qui.

La furtiva Rossana scivolava addosso alle mura del Kraepelin come un’ombra, nonostante la gran mole e il passo claudicante. Aveva il dono di materializzarsi d’improvviso, a pochi centimetri dal tuo naso, con il rossetto sbafato sul labbro superiore e l’occhio destro che guardava con un angolo d’inclinazione impossibile. Sull’abbondante petto, lasciato scoperto, sfoggiava l’ultima collanina di plastica colorata comprata al mercatino in Fortezza. Continua a leggere L’amore a mille lire

Microcefalo

Quello che segue è un mio vecchio racconto sulla malattia mentale, pubblicato nel 2005 sulla rivista “Rizoma”. Visto che è un tema a cui mi sto riavvicinando grazie alla scrittura, lo riesumo qui, con tutti i suoi pregi e difetti.

Questo racconto è fa parte del primo e unico libretto delle “edizioni precarie”, che potete scaricare gratuitamente qui.

L’uomo dalla piccola testa di notte cavalca su grandi sogni.
Se li appunta sulla pelle, ma ormai non ne parla neanche più, perché altri hanno già pensato a dargli un nome e a preparargli un destino. Continua a leggere Microcefalo

Cormorani

f_737b736f267afd3cfa17e3a52a1fd68dIl racconto che segue lo trovate nella raccolta L’ora migliore e altri racconti (Il Foglio, 2011)

Noi viviamo sopra i fumi di un’antica palude bonificata dall’uomo in tempo di guerra. Un luogo in cui le gradazioni di luce si perdono nel freddo abbraccio della nebbia, che d’inverno è brina e d’estate è vapore. Uno spazio geometrico diviso in enormi rettangoli, dove mandrie di bufale mansuete offrono i propri capezzoli al rude tocco dei butteri. Neri uccelli acquatici dalle grandi ali le guardano stando su una sola zampa, difensori silenziosi di piccoli atolli dispersi nel nulla. Continua a leggere Cormorani