Una recensione sommersa

Alessandro Boni ha fatto parte, col sottoscritto e tanti altri, del progetto Scrittori Sommersi. Questa è la recensione che ha scritto dopo aver letto i miei racconti (anche la fotografia è sua) ed io lo ringrazio per avermi concesso il permesso di pubblicarla.

Già dalla copertina del libro, che è una piccola antologia ragionata di racconti, si evince che l’autore – che ha fatto scrivere il proprio nome e cognome in minuscolo – non voglia rubare la scena ai protagonisti delle storie narrate e si voglia mettere in disparte a osservare piccole e grandi vicende del quotidiano per provare a raccontarle. Già, perché leggendo con attenzione anche solo uno dei dieci racconti di questa pubblicazione, si ha la netta impressione che l’autore, se non proprio in prima persona, abbia potuto indagare da vicino vicende analoghe e le abbia rielaborate sul proprio vissuto, così come palesemente dichiarato per il brano Natura in versi: un omaggio intenso e raffinato dal taglio “cinematografico” al poeta inglese Peter Russell.

La prosa è sempre scorrevole, puntuale ed elegante. La scelta delle parole non è mai casuale e coglie sempre l’essenza del messaggio che l’autore preme sottolineare, un lavoro di lima che ha asciugato i racconti e che non ha permesso alle storie di “perdersi” in inutili fronzoli.

Anche per questo le storie risultano molto “vere”, forti e taglienti e vanno dritte al cuore del lettore suscitando sentimenti diversi. I personaggi narrati non sono certo eroi moderni, non sono vincitori ma per lo più vinti. Gente comune, forse più debole e in difficoltà di quanto si dovrebbe apparire, che sembra arrendersi alle vicissitudini quotidiane ma che non è sconfitta. Vergogna, rimorso, inadeguatezza sembrano annebbiare i pensieri di personaggi che sono messi a nudo con tutte le loro insicurezze e fragilità ed è questo che ce li rende più affini e umani. Il disincanto dei protagonisti dei racconti però è solo lo specchio di piccole miserie umane, frutto non solo delle singole vicende personali ma della superficialità della società in cui viviamo che non sempre è attenta, come recita il titolo della raccolta, a rispondere alle richieste di aiuto che le persone lanciano attraverso azioni e comportamenti.

Un libro ben scritto che pesca nel profondo di tutti noi, che invita il lettore a riflessioni importanti, riflessioni che aiutano a cogliere insegnamenti, anche speranzosi, nelle vicende raccontate nonostante una sensazione di disagio latente si possa percepire durante le letture.

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