Bohumil continua a parlare

come-far-felice-un-gatto-in-5-mosse_73521d657d8c43611a2d4561ea67b347Il precedente sta qui

«Certo che ti vedo, ma questa non è una cosa normale».
«Lo fso, me lo dicono tutti che fson poco normale. Fson nato con qualche problemino».
Si mise sulle zampe e cominciò a girarmi attorno.
«Vedi? Ad efsempio fazzo fatica ad andare dritto, e a volte fsbaglio anche a prender le mifsure nel fsaltare. Guarda,» mi disse mentre spiccò un balzo per saltare su un tronco, sul quale in effetti atterrò un po’ malamente.
«Alla mia padronzina hanno fspiegato che dipende dalla mia tefsta. Le hanno detto che da una parte è un po’ fschiazzata».
Probabilmente, pensai, voleva intendere il cervello. Mi venne in mente la bizzarra idea che potesse aver sviluppato la capacità di parlare per sopperire a quei problemucci di tipo neurologico.
«E dov’è che abiti di bello?»
Il gatto drizzò la coda, che vibrò violentemente e da sotto la quale liberò un breve getto di urina.
«Fscufsami, mi fsono emofsionato. Mi fsuzzede fsempre quando qualcuno fs’interefsa a me».
A quel punto mi ero già sciolto e per poco non mi misi a piangere. Lo presi in braccio e me lo strinsi al petto come un bambino. Il gatto riprese a fare le fusa, ma subito s’interruppe.
«Ahi! Attento, mi fai male al panfsino».
«Scusami… come devo fare?»
«Devo fstare all’insù, con la tefsta pozzata fsulla tua fspalla e le fzampette fsulle brazza».
Non appena lo misi come mi aveva spiegato, riprese a fare le fusa; così rumorosamente che mi venne l’istinto di girarmi per controllare che qualcuno non ci stesse per caso ascoltando.
«Fsai, da piccolo ho avuto dei problemi all’ernietta e fse mi giro in un certo modo mi fa male».
«Scusami, la prossima volta ci starò più attento».
Lo feci scendere delicatamente.
«Ma devi zà andare via?»
«Eccome, sono già in ritardo col lavoro!»
«Quando torni me le vieni a fare altre due carefse?»
Pensai a che razza di padrona potesse avere, se lo lasciava in giro così da solo a elemosinare un po’ di carezze.
«Certo che torno! Ma non mi hai detto dov’è che abiti».
«Fsto proprio lì,» mi rispose indicando con la testa un cancelletto a pochi metri di distanza.
«E la tua padrona adesso dov’è?»
«Fsta in cafsa. Ma a te che importa, fscufsa?»
Aveva perfettamente ragione. Gli detti un’ultima carezza e corsi in ufficio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...