La chitarra scordata

4399022_1447018913Sei mesi che gliel’avevano comprata per via di tutte quelle bizze e mai una volta che l’avesse ripresa in mano dopo quei primi giorni d’infantile entusiasmo. Neanche per una strimpellata, per sentire la vibrazione di una corda. Niente di niente.
Era passata dagli onori della vetrina, dove si ergeva sulla propria cassa armonica circondata da trombe e tamburelli, alla triste solitudine di un armadio tenuto chiuso.
L’unico piacere, ormai, gli derivava dalle incursioni della madre di Paolo, che ogni giorno alla stessa ora apriva le ante per rassettare i panni. In quel breve istante, in cui si aprivano le porte della sua prigione, poteva sentire la lieve brezza di vento che le accarezzava tutte le note. Il Mi cantino era il primo a risvegliarsi, poiché era la corda più fine e per questo anche la più sensibile. Il Si, che stava subito sopra di lui ed era di poco più grosso, era solito rispondergli con un accenno che ridestava anche il Sol, per quanto questi fosse d’indole più pigra e quindi poco avvezzo all’armonia. Quanto alle altre corde, erano talmente spesse che ci sarebbe voluta una bella ventata dall’esterno per smuoverle tutte. Ma alla triste chitarra sarebbe bastato anche quel poco, se non fosse che ormai le era partita tutta quanta l’accordatura. Col passare del tempo la resistenza delle chiavi aveva ceduto e, un mezzo tono qua un mezzo tono là, ormai era più vicina a una chiave di basso che a quella d’un violino.
Poi, un bel giorno, alla madre di Paolo venne la pessima idea di darle un’occhiata più da vicino, proprio come faceva con le maglie spiegazzate del figlio.
«Guarda questa chitarra com’è ridotta,» disse tra sé, «un altro acchiappapolvere per farmi perdere tempo prezioso».
E fu così che la sollevò per passare lo straccio sopra quel legno così tenero, ma essendo di modi rudi ci andò con mano pesante e… stoc! Il Mi cantino, quella fragile corda dalla sensibilità fuori dal comune, si spezzò all’altezza del terzo tasto.
La signora emise un piccolo gemito di stupore, ma, non avendo l’orecchio musicale, le venne della stessa tonalità di un Si scordato. Fu proprio per questa strana coincidenza che la madre di Paolo, convinta del proprio talento, decise di prender lezioni di chitarra al posto del proprio figlio.

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