Le citazioni pericolose: Antonio Tabucchi

a09n1cul-1da Piazza d’Italia (Feltrinelli, 1993) di Antonio Tabucchi

“Bisogna amputare,” disse il pizzetto del medico.
La scheggia aveva sfracellato il piede che pendeva attaccato ai tendini, come un ex voto.
“Taglia pure questi filacci,” disse Plinio.
Non fu un lavoro difficile, anche se fatto alla buona, tra il fumo e la confusione della breccia. Quando ebbe stagnato i vasi il medico prese la bacinella e fece per andarsene, ma Plinio lo fermò.
“Quello è mio e lo rivoglio,” disse deciso.
Attraversò Roma in barella, col suo piede in mano sotto la coperta. Ai due compagni che lo trasportavano diceva “di qua, di là” quasi conoscesse Roma come un romano. Invece andava a fiuto, come un bracco che ha trovato la pista. Arrivarono in vista della cupola che il sole ci tramontava dietro. Plinio aveva un sorriso di attesa sul viso di calcina. Volle essere portato, mentre i due davano ormai segni di impazienza, fin sotto le mura dei giardini vaticani. Allora tirò fuori il suo piede di sotto la coperta e con un gitto forte lo fece frullare al di là come un sasso. Poi si fece portare a un botteghino, comprò una veduta di San Pietro e la indirizzò alla sua Ester.
“Ho preso a calci Pio IX. Rispettosi saluti tuo Plinio.”

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