Le citazioni pericolose: Yukio Mishima

ms_01Da Il padiglione d’oro (Feltrinelli, 1996) di Yukio Mishima

La conclusione di questo estenuante vagare col pensiero, fu che alla base del collo mi spuntò un foruncolo rosso e turgido.
Non lo toccai neppure. Affondò le sue radici premendomi dietro al collo con forza massiccia ed ardente. Nel dormiveglia sognai che sul mio collo si fosse acceso un raggio d’oro che a poco a poco s’allungasse fino a rinchiudersi dietro al mio capo come un’aureola. Svegliatomi, però, capii che non era nient’altro che il dolore pungente della mia virulenta enfiagione.
Infine sopraggiunse la febbre, e mi misi a letto. L’abate mi mandò da un chirurgo. Questi, in fasce e ghette sotto l’uniforme del servizio civile, definì semplicemente foruncolo il mio gonfiore; quindi lesinando perfino l’alcol, sterilizzò un coltello sulla fiamma e fece quanto doveva.
Grugnii. Sentii che un mondo caldo e tormentoso mi si spaccava dietro la nuca, si contorceva e traboccava.

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