Le citazioni pericolose: Thomas Pynchon

6a00d8341c562c53ef014e8bfbe633970d-800wiDall’introduzione a Entropia (e/o 1992)

Forse saprete che colpo sia per l’amor proprio leggere cose vecchie di vent’anni, anche solo assegni annullati. La mia prima reazione, quando ho riletto questi racconti, è stata oh mio Dio, accompagnata da sintomi fisici su cui è meglio non soffermarsi. Poi ho pensato di riscrivere tutto quanto dall’inizio alla fine. Questi due impulsi hanno lasciato posto a un certo stato di tranquillità, di quelli che colgono le persone di mezza età, e ormai posso far finta di avere le idee abbastanza chiare su che tipo di scrittore fossi allora. Insomma, non posso mica cancellare quel tale dalla mia esistenza. D’altra parte, se grazie a qualche tecnologia rivoluzionaria dovessi incontrarlo oggi, credete che mi sentirei a mio agio a prestargli dei soldi, o anche solo a cercare un bar per bere una birra con lui e parlare dei vecchi tempi?
Mi sembra doveroso avvertire i lettori, anche quelli meglio intenzionati, che incontreranno dei brani piuttosto faticosi, puerili e addirittura delinquenziali. Al contempo, spero proprio che per il tono pretenzioso, sciocco e talora avventato, e grazie agli errori che ho lasciato tali e quali, questi racconti servano a illustrare i problemi tipici di uno scrittore alle prime armi e a mettere in guardia i giovani autori perché stiano alla larga da certe pratiche che conviene evitare.

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