Appunti per un romanzo sul cinema /5

nosferatu1Il cineambulo è un soggetto che patisce il mondo, che vive a occhi aperti ma senza vedere, o vedendo troppo – le immagini che passano davanti ai suoi occhi arrivano infatti da un altrove già visto e sperimentato che non si deposita nella memoria, che rimane presente senza farsi passato. Egli è cioè incapace di liberarsi di certe sequenze, dettagli, primi piani; spezzoni di pellicola che si materializzano all’improvviso, sovrapponendosi con la realtà del mondo fisico. Il suo atteggiamento può essere pericoloso soprattutto nei confronti di se stesso, così come accade con il sonnambulo, con la differenza che quest’ultimo non deve essere destato, mentre il cineambulo va risvegliato e sollecitato con continue iniezioni di realtà; dalla quale egli tuttavia non fugge, contrariamente a quanto si potrebbe pensare all’apparenza, ricostruendo un suo mondo in cui mettersi al riparo dalle paure e dalle delusioni. All’opposto, è così immerso nella realtà da non saperne discernere gli strati, e da tutta questa complessità viene infine travolto – egli non deve cioè svelare niente al fine di trovare la verità delle cose, poiché quest’ultima sta proprio nei veli che la ricoprono.

Il cineambulo è in definitiva un visionario senza poteri soprannaturali, o meglio: è un medium che dialoga con l’aldiqua.

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