Il rabdomante – tentativi di scavare con l’uso della parola /1

E invece quest’Io impiccione s’è messo a scavare per tendere una mano alla memoria, che ora strilla come un’ossessa. È questo il motivo che mi ha indotto a prendere la decisione di affidare le mie cure a questo sproloquio: perché mi son fatto troppo ansioso, addirittura incline agli attacchi di panico. A volte non sento più il battito del mio cuore, e il terrore che possa davvero fermarsi mi accorcia il respiro, mi ghiaccia la punta delle dita.

E allora diamogli voce a questo Io: sentiamo cos’ha da dirci, mi son detto, di così importante – se davvero è così terapeutico. Durante il giorno mormora, a volte si assenta del tutto; ma la sera, proprio sul più bello, magari mentre sto lì per addormentarmi, lui si fa sentire che rimugina. È in quei momenti lì che fa la voce grossa, che accampa diritti sul sottoscritto, che mi accusa per la mia bassa autostima – mia e di tutta la mia generazione, per giunta! Ché poi è proprio quella materia che da anni vorrei trattare in modo originale, per farne insomma un libro, ma dopo la foga iniziale finisce sempre che mi affloscio come un’amante che non sappia risparmiarsi. Ed ecco il motivo che mi ha spinto a provare anche quest’ultima strada, a seguire le farneticazioni di quest’Io, nella speranza d’individuare il mio trauma: quel nodo irrisolto che mi toglie a tratti il respiro.

Quella volta in tram mi presi una paura non da poco, perché i miei polmoni si rifiutarono improvvisamente di respirare. O meglio, fu proprio l’Io a impartir loro quest’ordine bislacco, per quella sua mania di mettere il pensiero sopra ogni cosa, di sovrapporlo persino a quelle funzioni vitali e automatiche che ci danno un minimo di fiducia necessaria. E il pilota automatico mi sembra davvero un bel modo di dire: dire che lo stordimento in cui ci hanno cresciuti, coccolati tra paillettes e lustrini, e ubriachi d’immagini da bere, ha lasciato un vuoto – ed è lì che il mio Io si mette comodo a guidare il mio corpo un po’ come gli viene, con il bel risultato di guastarlo continuamente.

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2 pensieri su “Il rabdomante – tentativi di scavare con l’uso della parola /1”

  1. E’ successo anche a me qualche anno fa.Manca il respiro, il cuore sembra impazzito, tremori, sudore…La nostra mente funziona in modo strano a volte e segue dei processi automatici.Hai presente un computer con tutti i file che girano dentro? Ecco proprio così!Il cervello è la macchina e i pensieri, le idee, i sogni, sono i file memorizzati che vengono cambiati, gestiti, elaborati, cancellati e inducono la macchina a comportarsi in un certo modo e spesso, solo in determinate condizioni.Quello che devi fare è interrompere o sostituire il file che provoca l’innesco di tutti gli altri. Solitamente con un esperto questa cosa la risolve fa in pochi minuti.Non necessariamente un medico o un psicoterapeuta, di questi sono mosche bianche quelli in gamba.Se vai da un terapeuta che ti tiene più di due sedute vuol dire che non conosce il suo mestiere e ti sfrutta per guadagnare.Tu dici che non sei ancora riuscita a risolvere perchè “ci sei ancora dentro”,ti chiedo: “dentro dove?” e cosa ci fai lì dentro?Alla prossima!

  2. Non cerco un terapeuta: seguo la parola, che non lo so mica da dov’è che viene. Piuttosto, è uno strano sito quello che compare sul tuo avatar – ho dovuto toglierti dallo spam automatico, perché non mi sembrerebbe uno spam, almeno non quel che dici. E tu, ti chiedo: dentro dov’è che sei?

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