Che cosa vedi? (il popolo sollevarsi)

Ancora un breve estratto dal mio inedito “Voi, onesti farabutti”, con colonna sonora e visiva dei f.lli Taviani.

Mio nonno mica se li dimentica i compagni, quelli impallinati fra i vitigni senza un cane disposto a fargli un funerale; quelli che trovavano le porte chiuse, e che vedevano la gente passar dall’altra parte per non avere rogne: che osservavano il popolo, quello che lo volevano liberare, rinchiudersi in prigione da solo. E ora, questi cani, sui libri ci riscrivono la storia; e chi oggi la legge non lo sa mica del sacrificio e della fatica d’andare a scuola attraverso i campi, e pensa che basti una lingua pulita per rimettere tutto in ordine: tutto come vorrebbero che fosse andato, senza i morti ammazzati e tutte le porcherie che i politici si portano nella tomba per la vergogna di raccontarle.

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