Si sono mangiati anche il mio libro

Testi determinati da una sorta di imprevedibile torpore creativo e da sensazioni che si affacciano in prossimità del sonno, ma capaci di alimentare, con sorprendente meraviglia, pulsioni e ricordi che provocano immagini sospese. Qualcosa di lieve e al tempo stesso fermo e lapidario. Una regione intangibile di palpiti e visioni in cui si aggirano personaggi che appaiono avvolti da un’aura d’inconciliabilità con il mondo esterno. Naufraghi rimasti impigliati tra le reti di un immaginario privato di ogni tinta consolatoria, in cui ogni impresa è più o meno vana e destinata allo scacco. Ma nella quale è necessario, nonostante tutto, vivere la propria condizione fino alle estreme conseguenze.

Qua potete leggere per intero la recensione di Gian Paolo Grattarola sul sito Mangialibri.

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