Appunti per un romanzo sul cinema /4

 

In origine il cinema ricompone il movimento: tutto avviene dentro l’inquadratura.

Il tempo del nostro protagonista, invece, è un tempo in cui non ci si muove più: si rimane bloccati sul posto per la paura. Dopo anni di virtuosismi, d’immersioni spericolate nell’occhio della vita, l’inquadratura è ritornata fissa: l’ultimo baluardo contro l’erosione del tempo è lo spazio chiuso.

Il nostro protagonista si riconosce soltanto nella memoria del cinema: nel suo mondo, invece, non si riconosce più.

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3 pensieri su “Appunti per un romanzo sul cinema /4”

  1. In bocca al lupo!
    Da questi brevi appunti (soprattutto da quelli pubblicati negli ultimi due post), me la immagino come una lettura dolorosa che potrebbe interessarmi non poco.
    Spero solo di non cadere nella più nera disperazione, se e quando avrò modo di confrontarmi con il prodotto finito…

    Ciao!

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