Funambolismi letterari

Barbara Gozzi ha recentemente parlato del mio libro accostandolo all’ultimo lavoro di Flavio Santi (Aspetta primavera, Lucky – Ed. Socrates): un libro che ho particolarmente apprezzato, e che ha molto a che fare con Luciano Bianciardi, scrittore tra i più amati dal sottoscritto. Insomma, è stata una sorpresa e un onore al tempo stesso leggere di me tra queste belle righe.

Entrambi gli autori, nelle evidenti diversità stilistiche, giocano con alcune tecniche narrative per raccontare – tutto sommato – di cose semplici che hanno a che fare con quest’Italia contemporanea, con la gente che siamo diventati tra rincorse, affanni, cecità, incoerenze, tecnologismi soffocanti, sentimenti, gestioni complicate e le scritture.

La scrittura è, in effetti, un elemento ricorrente in entrambi i libri. Gli autori palesano disagi, fatiche, follie e chiusure d’un mondo, quello dell’editoria quanto quello della letteratura, degli intellettuali contemporanei; e lo fanno tra simboli ed eccessi quasi a voler gridare le personali rabbie, insoddisfazioni, delusioni.

Di nuovo, entrambi gli autori tentano accenni, quasi occhiolini, di natura miscelativa, si avverte l’esigenza di provare linguisticamente e strutturalmente soluzioni destabilizzanti, a rompere linearità narrative quanto aspettative standard del lettore.

Qui il resto dell’articolo.

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