Appunti per un romanzo sul cinema/2

«[…]l’avvento della fotografia esprime questa distanza come moderno destino che collega il mondo guardandolo, ritraendolo, come dietro all’Io».

Stanley Cavell, What Photography Calls Thinking

Ecco dunque il nostro protagonista: colui che percepisce attraverso uno sguardo che lo precede e lo attraversa.

Non è neanche più una questione di scetticismo (pensare il nostro sguardo sempre e comunque come uno sguardo parziale); al contrario, si tratta di una nuova forma di veggenza che implica una fede: il soggetto patisce lo sguardo del cinema.

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2 pensieri su “Appunti per un romanzo sul cinema/2

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