Un perditempo

Non ch’io sia propriamente un perditempo, però mi piace di stare con la testa fra le nuvole, di perdermi in cose di poco conto, ché altrimenti non avrei preso la strada della penna. Anche da piccolo, nonostante il vizio d’andar fuori del seminato, mi piaceva scrivere, ma, sopra ogni cosa, di leggere. Anzi, a dire il vero scrissi il mio primo racconto che avevo già passato i vent’anni, e per compensare rosicchiavo pagine su pagine, sempre per via di questa mia capacità – o difetto – di assorbire la lingua altrui.

Ho sempre corso questo rischio, di parlare a prestito dagli altri intendo, la qual cosa non mi dispiace affatto, se dovesse davvero aiutarmi a disfarmi di quest’io che mi pesa come un fardello.

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7 commenti

  1. Ma non è un incipit, gianlù, sta nella categoria “riflessioni”… un po’ come quei pensieri che scrivi nel quaderno, no? 😉

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