Le esternazioni del signor Palletico

Il signor Palletico è un ometto poco avvezzo alla mediazione. M’è capitato di conoscerlo un giorno che prendevo un Campari in un bar di via Malatesta (non Errico, l’anarchico, bensì Roberto Malatesta detto anche Roberto il Magnifico, altroché anarchico, che per rimanere unico signore di Rimini fece uccidere persino i suoi due fratelli), perché non ascoltarlo mi sarebbe stato impossibile. Il signor Palletico è infatti una di quelle persone che tirano tirano ma quando gli scappa il freno della lingua son guai, e quel giorno doveva essergli scappata non solo la lingua ma anche la grammatica, pensai. Imparando a conoscerlo, col tempo, ho scoperto che le redini le perde invece spesso e volentieri, forse per colpa del barista che si ostina a tenere accesa la televisione nell’ora dell’aperitivo, che per noi di via Malatesta significa più o meno le otto di sera, quando attaccano i giornalisti con le notizie. Noi gli s’è detto più volte, al barista, che forse sarebbe il caso di cambiare canale, che ne so, magari girando su qualche gioco a premi o su uno di quei telefilm americani che ti fanno ridere per qualche secondo, ma lui niente, si ostina a mandarci di traverso il salatino con gli scossoni del signor Palletico.

Perché dovete sapere che quest’ometto quando perde la bussola comincia prima a farsi tutto rosso in viso (e non è un bello spettacolo vedergli esplodere tutti i capillari sulle guance che cadono flosce per quanto si sforzi di stirare la bocca), poi gli prende la tremarella alle gambe che pare c’abbia il ballo di San Vito (anche se lui asserisce di non conoscere il cantautore Vinicio Capossela) e infine si schiarisce la gola con un colpo secco (ebbene sì, il signor Palletico è anche un ex fumatore, di quelli da 30 nazionali al giorno). Arrivati al colpo di tosse, noi che si pensava che magari questa volta l’oliva del Campari non c’andava di traverso, ci rassegniamo all’ascolto della tirata che sta per partire: un compendio tale di luoghi comuni, volgarità e saggezza popolare che ci passa l’appetito seduta stante (e difatti son mesi che dimagriamo costantemente senza che ci venga in mente una scusa credibile che possa convincere le nostre mogli, per le quali chissà quali intrallazzi andiamo combinando anziché stare al bar).

Ecco, per convincere almeno la mia di moglie, ho pensato che fosse un bene di trascrivervi qua le esternazioni giornaliere del signor Palletico, così avrò una prova scritta delle nostre scorribande nei territori della politica italiana senza per questo dovermi sentire accusato di alto tradimento. E poi chissà, magari vien voglia anche a voi di unirvi al nostro Campari…

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4 pensieri su “Le esternazioni del signor Palletico”

  1. Un atto di fiducia socialmente accettabile: la famiglia Palletico!

    Sapendo che cosa cercare nel volto, nella voce, nell’atteggiamento, nelle parole, possiamo scoprire gli indizi che rivelano la menzogna. Ma sembra proprio che il Signor Palletico e sua moglie non sappiano mentire! Gli impulsi emotivi e comunicativi che descrivi sono piuttosto rassicuranti, nonostante possano quasi considerarsi una caricatura della realtà.

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